
Cominciamo bene.
E non lo dico solo io. La ripresa della guerra chiude l’anno vecchio e apre quello nuovo. In bellezza. Una guerra infinta, l’hanno definita. La striscia di Gaza è uno strascico purpureo che disegna una perpetua pista di sangue. Niente da fare: ancora non abbiamo imparato a rispettare la vita. Che è al di sopra di tutto. Non si può tacere di fronte a tanto orrore: gente straziata che si trascina in strada con bambini avvolti in stracci bianchi maculati di rosso. Cadaveri ancora caldi, trasportati da altrettanti cadaveri ambulanti. Non si può restare spettatori impassibili davanti al pianto di una creatura che non capisce ma sente il terrore e vede l’orrore d’intorno. Non si può tollerare in silenzio l’umana crudeltà. Ognuno, nel suo piccolo, dovrebbe spendere almeno una parola per cercare di risvegliare il maggior numero di coscienze. E invece la vita per noi scorre liscia come queste immagini che passano sul monitor, mentre altrove esseri viventi esplodono in aria. Perdendola in un attimo, questa vita. Noi qui seduti sul sofà a guardare oscene atrocità e loro lì a regalarci lo show di morte reale. Eppure abbiamo un grande mezzo di ribellione: la comunicazione. Prima che qualcuno cerchi d’imbavagliarla, possibile che in tanti nulla si possa, in pace e per la pace, contro i voleri di pochi potenti? Mi domando che pensa Barack Obama mentre si fa scempio d’innocenti. Laddove sono sicura del pensiero di quel fenomeno da baraccone qual è il BerlusCoglione che, come questa assurda guerra, ha chiuso il passato e aperto il futuro degli italiani, in bellezza, indossando il suo bel mascherone. Uno scherzo di carnevale ( o della natura ) che, purtroppo, anche quest’anno vale.
Cominciamo proprio bene.
Lettera da Gaza qui, e testiminianze in questo blog. Attenzione: gli articoli contengono immagini molto crude.















